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ott 9, 2009

Mondiali. Il bilancio di Mauro Brandoli


Anche i lavori di riordino del Falchi dopo le quattro emozionanti competizione dei mondiali sono finiti e l'appuntamento con il baseball giocato è per la primavera. Mauro Brandoli, coordinatore dei gruppi dei volontari, ci commenta il "suo" mondiale.

Adesso è veramente tutto finito e il diamante del Gianni Falchi ospiterà la prossima partita a primavera. E' tempo allora di bilanci e di commneti a "freddo" sulla gestione di questo evento. Mauro Brandoli, coordinatore dei gruppi di volontari, ha gestito a tempi pieno ogni aspetto organizzativo dell'evento rilascia la dichiarazione conclusiva su questa esperienza:

“Vorrei innanzitutto ringraziare il presidente Macchiavelli e il consiglio per aver avuto fiducia in me, che sono al primo anno in Fortitudo, e per avermi assegnato un incarico così importante in quanto l'evento era mondiale ed eravamo sotto gli occhi di tutti. Sono felice di avere ottenuto ottimi risultati che hanno permesso a Bologna di disputare tutte le partite assegnate ed anche il recupero fra due team così importanti come USA ed Australia. Il merito di questo successo va diviso in parti uguali fra tutti i volontari che hanno dimostrato impegno ed attaccamento alla società. In particolar modo intendo sottolineare il lavoro di "Bidi" Landuzzi e Franco Ferri indispensabili alla coordinazione della manutenzione del campo di gioco e al restailing dello stadio. Con questo non voglio togliere nulla all'importanza del lavoro svolto da tutti gli altri a partire dal presidente. Abbiamo avuto molte difficoltà, da ricordare che pochi giorni prima dell'arrivo dell'Italia e quando quasi tutto era a posto, un incendio ha portato via più di 70 metri di recinzione e materassini ed ha compromesso il cablaggio del tabellone segna punti. Abbiamo avuto un attimo di sbigottimento ma è durato poco: ci siamo tirati su le maniche ed abbiamo lavorato il doppio per arrivare all'appuntamento con le carte in regola. Poi il maltempo ha fatto in modo di metterci nuovamente in difficoltà ma dopo otto ore di forte pioggia e una trentina di sacchi di terra rossa siamo riusciti a disputare il primo incontro mentre in altre sedi hanno dovuto rinunciare a giocare. Tutto il merito ai volontari e alla voglia di non mollare. Si vede che è un'abitudine della Fortitudo, l'abbiamo fatto in campionato quando molti ci davano per spacciati e l'abbiamo ripetuto in queste due lunghe ed impegnative settimane Organizzare un evento di queste proporzioni non è facile anche perchè spesso le informazioni arrivavano all'ultimo momento stravolgendo i programmi di lavoro. Ma siamo sempre riusciti a "tappare i buchi". Comunque bravi tutti e grazie a tutti è stato un piacere lavorare con un gruppo così compatto. Finite le gare, sono andato  per tre mattine adassistere agli allenamenti del team giapponese che,  finiti i mondiali avevano scelto il nostro impianto per allenarsi. Il baseball non mi stanca mai”